Stonehenge: lo stato della ricerca sul monumento più studiato d'Europa
Stonehenge è il monumento preistorico più riconoscibile al mondo e, paradossalmente, uno dei più fraintesi. La struttura che vediamo oggi è la fase finale di un processo costruttivo che si svolse in più fasi tra il 3000 e il 1500 a.C. circa, prodotto da popolazioni diverse con tecnologie e probabilmente intenzioni diverse. Le domande fondamentali — chi la costruì, perché e come — sono state parzialmente risposta dalla ricerca degli ultimi decenni, ma molte rimangono aperte. L'immagine che ne emerge è più complessa, e più affascinante, dell'icona turistica.
Stonehenge si trova nella pianura di Salisbury, nel Wiltshire, nell'Inghilterra meridionale, a circa 13 chilometri a nord della città di Salisbury. È al centro di un paesaggio rituale più ampio che comprende centinaia di tumuli funerari neolitici e dell'età del bronzo, l'henge di Avebury a 40 km, e una serie di altri monumenti distribuiti nel raggio di pochi chilometri. Questo paesaggio — classificato nel suo insieme come patrimonio UNESCO dal 1986 — era una zona di concentrazione rituale per popolazioni di un'area molto più vasta dell'Inghilterra meridionale.
Le fasi costruttive
La storia di Stonehenge comincia intorno al 3000 a.C. con la costruzione di un fossato circolare e di un terrapieno (henge), senza grandi pietre. In questa prima fase furono scavate le "Aubrey Holes" — 56 buche disposte in cerchio che contenevano cremazioni umane. Il sito era già un cimitero monumentale prima che arrivasse una sola pietra.
Intorno al 2500 a.C. fu erotto il primo cerchio di pietre: le bluestones (pietre blu) di dolerite, pesanti tra 2 e 5 tonnellate, provenienti dalle colline Preseli nel Galles del Sud, a circa 240 chilometri di distanza in linea d'aria. Come furono trasportate è ancora dibattuto: la proposta principale è il trasporto su zattera lungo la costa e sui fiumi, con trascinamento a terra nelle tratte intermedie. Un'ipotesi alternativa suggerisce che le bluestones fossero state depositate da un ghiacciaio pleistocenico molto più vicino al sito, e i costruttori le avessero semplicemente trasportate dalla posizione glaciale al sito definitivo.
Intorno al 2500-2300 a.C. furono eretti i grandi sarsen — blocchi di arenaria silicea silcreted fino a 25 tonnellate, trasportati da Marlborough Downs, a circa 25 chilometri — nella configurazione delle triliti e del cerchio esterno. I "triliti" — due montanti con un traverso orizzontale incassato su tenoni e mortase — mostrano una tecnica derivata dalla falegnameria, applicata in scala monumentale. La pietra degli Altari (Altar Stone) al centro è un blocco di arenite Devoniana del Galles, di provenienza ancora più lontana delle bluestones.
La funzione astronomica
Stonehenge è orientata sull'asse del solstizio estivo: al sorgere del sole nel solstizio d'estate, il 21 giugno, la luce entra lungo l'asse principale e illumina il centro del monumento attraverso il portale principale. Al solstizio d'inverno, il sole tramonta nell'asse opposto, illuminando l'interno dal lato opposto. Questi allineamenti erano quasi certamente intenzionali e ricorrono con precisione tale da escludere la coincidenza.
Ma l'allineamento solare non esaurisce la complessità della struttura. Mike Parker Pearson, dell'University College London, ha proposto una lettura che divide il paesaggio in una "terra dei vivi" (Durrington Walls, il grande insediamento vicino) e una "terra dei morti" (Stonehenge, il cimitero). L'Avenue — il percorso processionale di 2,8 chilometri che collegava Stonehenge al fiume Avon — allineato sul solstizio estivo in una direzione e sul solstizio invernale nell'altra, avrebbe permesso processionali nei due sensi per i due solstizi, connettendo il mondo dei vivi a quello dei morti in un ciclo annuale di celebrazioni.
Un cimitero monumentale
Le analisi recenti dei resti cremati nelle Aubrey Holes e in altri contesti di Stonehenge hanno rivelato che il monumento fu usato come cimitero per diverse generazioni: almeno 63 individui vi furono sepolti tra il 3000 e il 2500 a.C. Gli isotopi dello stronzio nelle ossa indicano che molti provenivano dal Galles occidentale — la stessa regione delle bluestones. Questo ha portato Parker Pearson a proporre che le bluestones rappresentassero fisicamente gli antenati: le pietre erano state trasportate dalla terra dei defunti per essere incorporate nel loro monumento funebre in Inghilterra.
Le analisi della salute degli individui inumati mostrano che molti erano relativamente privilegiati: ben nutriti, con pochi segni di lavoro fisico pesante. Stonehenge era forse il luogo di sepoltura di un'élite trans-regionale, non di una comunità locale.
Durrington Walls e i costruttori
A soli 3 chilometri da Stonehenge si trova Durrington Walls — un grande henge con diametro interno di 480 metri, uno dei più grandi della Gran Bretagna. Gli scavi dell'estate 2006 di Parker Pearson hanno identificato strade e strutture abitative all'interno dell'henge, con resti di maiale e bovini in quantità straordinaria. Le analisi degli isotopi degli animali mostrano che venivano portati da tutto il paese per grandi banchetti stagionali. Questo era il villaggio dei costruttori — e forse il luogo di grandi raduni festivi connessi alla costruzione o all'uso di Stonehenge.
Una strada rialzata del Neolitico connetteva Durrington Walls al fiume Avon; un'altra connessione fluviale portava all'Avenue di Stonehenge. Parker Pearson ipotizza che i costruttori viaggiassero dal grande insediamento dei vivi lungo il fiume fino a Stonehenge — la terra dei morti — nelle cerimonie dei solstizi.
Il progetto Stonehenge Hidden Landscapes
Il Stonehenge Hidden Landscapes Project (2010-2014), condotto da Vince Gaffney dell'Università di Bradford usando magnetometria, GPR e resistività elettrica su 12 chilometri quadrati, ha identificato 17 strutture precedentemente sconosciute intorno al monumento. Tra queste, due monumenti simili a cappelle di legno, buche di palo del Mesolitico e Neolitico, e un sistema di fosse disposte in cerchio ("super-henge" di Durrington) che solo il GPR ha rivelato sotto il terrapieno visibile.
La scoperta nel 2015 di un sistema di fosse di grandi dimensioni — probabilmente un'installazione di pali di legno monumentale (simile a Woodhenge) — sotto il lato nord del terrapieno di Durrington Walls ha confermato che l'area intorno a Stonehenge era molto più densamente occupata di quanto qualsiasi scavo tradizionale avesse indicato.
La provenienza esatta delle bluestones
Nel 2019, ricerche geochimiche dell'Università di Leicester hanno identificato con precisione le cave di origine di due dei tipi di bluestone di Stonehenge: le colline Carn Goedog e Cerrigmarchogion nei Preseli, in Galles. Le cave mostrano i segni di estrazione da parte umana — pilastri di dolerite già estratti e preparati per il trasporto, alcuni ancora sul posto. Questo dimostra che le bluestones non erano raccolta opportunistica di pietre sparse nel paesaggio, ma estrazione sistematica da cave specifiche, probabilmente già sacre nella tradizione locale.
Visita
Stonehenge è gestita da English Heritage; l'accesso diretto alle pietre è limitato (solo visita all'alba e al tramonto su prenotazione speciale). Il nuovo Visitor Centre del 2013 espone reperti degli scavi recenti. In estate, il sito registra 1,5 milioni di visitatori annui.
Esplora sulla mappa
Stonehenge e il paesaggio rituale circostante — Avebury, Silbury Hill, West Kennet Long Barrow, Durrington Walls — sono localizzati sulla mappa.